Molti proprietari di casa a Roma condividono gli stessi timori: rimanere vincolati a un inquilino per 4 o 8 anni, il rischio di morosità e l'incubo di non rientrare in possesso del proprio immobile. La paura di questi scenari spinge spesso a lasciare l'appartamento sfitto o a tentare la strada complessa degli affitti brevi.
Esiste tuttavia una soluzione strategica a cui molti proprietari non pensano: il contratto transitorio (1-18 mesi) a canone concordato.
Nella Capitale la domanda per questa tipologia è altissima, capillare e distribuita in tutta la città, non solo nel centro storico. A cercarla è un target altamente qualificato di professionisti, medici, dirigenti e trasfertisti con esigenze temporanee documentate, pronti a pagare per soluzioni pronte all'uso.
Perché il Transitorio È la Risposta ai Dubbi dei Proprietari
Aumento del 15% oltre la fascia massima: Consegnando l'immobile completamente arredato, l’Accordo Territoriale di Roma permette di incrementare il canone fino al 15% oltre il valore massimo della fascia OMI, avvicinando l'incasso ai prezzi del libero mercato.
Tassazione al 10% (anziché 21%): Grazie al canone concordato si accede alla cedolare secca agevolata al 10% e all'esenzione dalle imposte di registro e bollo, massimizzando il rendimento netto.
Sicurezza totale e zero vincoli lunghi: La scadenza è prefissata e breve. In caso di necessità il rientro in possesso dell'immobile è rapido e garantito, mentre la solvibilità di professionisti ad alto reddito azzera il rischio di morosità.
Per chi vuole far fruttare un immobile a Roma senza l'ansia dei tempi lunghi, il transitorio è la scelta ideale: flessibile, altamente redditizio e privo di rischi.





