La diffusione dei portali immobiliari ha fatto esplodere gli affitti brevi gestiti dai privati: un giro d'affari di 11 miliardi di euro l'anno che soddisfa i proprietari - guadagno sicuro, pochi rischi e meno burocrazia - ma crea squilibri nel mercato degli affitti tradizionali.
Estratto dell'articolo di Massimiliano Pochetti pubblicato su euromq.it il 16 giugno
Per il governo italiano servono nuove regole per far cessare quello che definiscono “il far west” dell’affitto breve, incentivato dai portali di prenotazione online come booking o airbnb. Allo studio c’รจ un disegno di legge per mettere ordine al mercato delle locazioni turistiche gestite da privati.
Le novitร principali saranno il divieto di affitto soltanto per una notte, la creazione di un codice identificativo nazionale per i locatori e l’obbligo per chi svolge l’affitto in forma imprenditoriale, cioรจ con piรน di quattro appartamenti, di presentare una dichiarazione di inizio attivitร . (vedi articolo){alertInfo}
Questa stretta legislativa, se cosรฌ possiamo definirla, si รจ resa necessaria visto il grande sviluppo di questo tipo di locazione (in inglese detta: short rent) che ha messo in forte crisi il settore alberghiero.
A tal proposito, basti pensare che, prima dell’avvento dei portali online, il comparto alberghiero intercettava oltre l’80% dei turisti che venivano nel Belpaese, alla fine del 2022 gli affitti brevi si sono accaparrati il 42,3% del mercato.{alertSuccess}
Ma il vero problema รจ soprattutto sul fronte delle locazioni tradizionali, dove il fenomeno dello short rent sta creando numerosi problemi alle famiglie e agli studenti che cercano una residenza stabile nelle localitร turistiche.{alertWarning}
Ma perchรฉ questo nuovo mercato รจ cresciuto cosรฌ tanto in cosรฌ pochi anni?
La risposta รจ molto semplice.
- Esso si rivolge ad una platea globale enorme grazie ad Internet, pone molti meno problemi di ordine burocratico e prevede minori costi rispetto agli affitti lunghi
- Se si sceglie lo short rent infatti, il proprietario non dovrร mai discutere con locatari insolventi, sostenere spese legali per eventuali sfratti, sottostare ad una legislazione poco smart sul fronte della locazione tradizionale.
- Ma รจ soprattutto sul fronte del rendimento che l’affitto breve si fa preferire rispetto a quello tradizionale. Con lo short rent guadagni in media il 174% in piรน rispetto ad un affitto tradizionale.
Lo studio
Questo รจ quanto emerge dal nostro studio che ha analizzato il rendimento medio per un immobile di 80 mq per entrambe le tipologie di affitto, in una zona centrale di alcune tra le piรน importanti cittร italiane.Per entrambe le tipologie di contratto di locazioni, il rendimento medio รจ stato calcolato applicando il regime fiscale in cedolare secca.
In particolare la cittร con la performance piรน redditizia per lo short rent รจ Bologna, dove il rendimento medio รจ del 300% in piรน rispetto ad un affitto tradizionale.
A seguire troviamo Firenze (+225%), Bari (+220%), Milano (+180%), Palermo (+175%), Catania (+175%), Venezia (+162%), Genova (+133%), Roma (+125%), Cagliari (+114%) e Napoli (+100%)
Roma in testa per redditivitร assoluta:
45.000 euro in 290 giorni di affitto per un appartamento di 80 mq
In termini di redditivitร assoluta, al netto della cedolare secca, a guidare la classifica รจ Roma dove per uno short rent รจ possibile incassare fino a 45.000 € annuali.
Subito dietro troviamo Firenze (39.000 €), Venezia (34.000 €), Milano (28.000 €), Bologna (28.000 €), Napoli (20.000 €), Bari (16.000 €), Cagliari (15.000 €), Genova (14.000 €), Palermo (11.000 €) e Catania (11.000 €).Alla luce dei risultati di questa nostra analisi, quello che emerge รจ l’incredibile convenienza per un proprietario di un immobile situato in qualsiasi zona centrale di una grande cittร italiana [e a maggior ragione a Roma] ad affittare attraverso lo strumento dello short rent rispetto a quello della locazione tradizionale.
Un fenomeno consolidato
Ma al di lร di questo, analizzando questi numeri, l’affitto breve sembra ormai un fenomeno consolidato che solo in Italia vale qualcosa come 180 milioni di presenze turistiche l’anno e un fatturato di 11 miliardi di euro.
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